Olimpo dell'apparenza. La ricezione del pensiero di Nietzsche nell'opera di Gottfried Benn

Olimpo dell'apparenza. La ricezione del pensiero di Nietzsche nell'opera di Gottfried Benn

"L'enigma più grande, il più imperscrutabile dei fenomeni!", scriveva Gottfried Benn nel 1932 all'amico Friedrich Wilhelm Oelze, riferendosi al filosofo e allo scrittore più amato, Friedrich Nietzsche.

Non che quest'ultimo sia oscuro e difficile a tal punto da rimanere intangibile nelle sue contraddizioni, anzi. Per tutta la vita Benn ha inteso dialogare con il pensiero di Nietzsche, e in questo si è mostrato in tutto e per tutto figlio del proprio secolo. Ma gli interrogativi intellettuali, dialettici e filosofici che Nietzsche poneva si decantano in Benn nell'esperienza del fare arte intesa quale Erlebnis radicale dell'artista moderno. Lo studio si propone di documentare il percorso di lettura che Benn compie di Nietzsche, evidenziando come tutte le fasi creative e le svolte esistenziali del poeta siano state accompagnate da una lettura sempre presente, approfondita e coinvolgente delle opere del filosofo. All'identificazione con la figura di Nietzsche, accarezzata nei momenti di inquietudine, di solitudine e di crisi, il Benn maturo sa affiancare comunque la sua visione delle cose, una rassegnata ma virile vigilanza del valore dell'opera d'arte, alle soglie della modernità, o della postmodernità che dir si voglia. In tal modo l'ethos dell'artista rimane in Benn testimonianza dell'utopia che anche il vissuto individuale può farsi decisione creativa, gesto che recide, arte.