Una terra antica. Cultura storia e tradizioni dell'opitergino

Una terra antica. Cultura storia e tradizioni dell'opitergino

"Una Terra antica" parte da Ob Terg, la Oderzo venetica; si sofferma poi su Opitergium, la metropoli di terra del Nordest romano; indugia su Attila e sui Longobardi; consolida l'opinione che i primi fondatori di Venezia fossero opitergini, esuli dalla loro città distrutta. Il libro si allarga sulla Oderzo veneziana e rinascimentale; lo scrittore si intrattiene sulla Oderzo austriaca del Lombardo-Veneto, su quella risorgimentale e italiana, dove primeggia la figura di nonna Italia: donna di carattere e orgogliosa della sua identità patriottica. A questo punto l'autore imprime al volume una svolta significativa, intrecciando la grande storia con le vicende della propria famiglia. Esplora l'emigrazione opitergina di fine Ottocento, diretta soprattutto verso le terre del Mato brasiliano; delinea l'aspra invasione austro-tedesca. Poi la sua penna si fa incalzante a tracciare, con accenti toccanti, l'integerrima figura del padre, Arrigo, fascista mazziniano che sarà ucciso da partigiani locali il 24 marzo 1945. Il volume si distende quindi a coprire il lungo dopoguerra democristiano, a puntualizzare con affetto l'epopea del riscatto economico-sociale dei metalmezzadri (neologismo dell'autore) negli anni Sessanta; il volume si chiude con l'auspicio che Oderzo e il suo territorio (l'Opitergino-Mottense) diventino parte peculiare di una regione agropolitana.